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Per cominciare
Al giorno d'oggi, come da diverso tempo, i disturbi di refrazione visiva vengono ripristinati con l'uso delle lenti e nel maggior numero dei casi il soggetto bisognoso ne trae un pronto beneficio. Tale metodo però non attua un reale processo risanatore, poiché le stesse agiscono sui sintomi ma non rimuovono le cause del problema. Anzi, l'apporto della protesi visiva tende ad indebolire l’occhio portandolo a ricorrere a lenti sempre più forti. Valutando, c'è da chiedersi se i disturbi refrattivi siano incurabili, o possano venire attenuati con l'intervento delle lenti, oppure se in tali teorie ci sia qualcosa di sbagliato.
Le credenze attuali confermano il primo caso e guardano con dubbio alle tecniche alternative, sostenendo che l'unico mezzo per attenuare i disturbi consista nell'applicazione di una protesi meccanica (occhiali o lenti). Con questo non intendo valutare i vari casi di malattia che necessitano dell'intervento chirurgico o farmacologico, sto solo considerando i disturbi di refrazione quali: astigmatismo, ipermetropia, miopia, presbiopia, ecc.
Se per un attimo consideriamo esatto quanto la scienza propone, possiamo dedurre che gli organi visivi non sono predisposti a curare sé stessi, ed i loro difetti possono essere recuperati soltanto tramite l'applicazione della protesi. Coscienti di tale affermazione, siamo costretti a definire che l'apparato visivo sia completamente diverso dagli altri organi del corpo: loro sono predisposti all'auto ripristino, gli occhi no!
Strano! Se gli occhi presentano sintomi di sofferenza, secondo le credenze, agire sulle cause diventa un'inutile perdita di tempo affinché la natura possa svolgere il proprio compito risanatore.
Procurare protesi meccaniche e allevia i sintomi ma non interviene sulle cause: gli unici che cercano di dimostrare il contrario sono coloro che s'impegnano a valutare il disturbo di refrazione in maniera diversa, considerando l'occhio - non solo un apparato a sé stante - bensì un organo governato dallo stato psicofisico dell'individuo. Generalmente si afferma che i disturbi di refrazione dipendano da questioni genetiche o concetti simili. Per un ricercatore alternativo è difficile sostenere tali convinzioni, piuttosto, ipotizzerà che il problema derivi da debolezza di origine genetica che fattori psicosomatici - interni ed esterni all’individuo - influenzano, generando il disturbo stesso.
Va detto, che ben pochi conoscono le molteplici possibilità oculari di recupero, almeno per i disturbi di refrazione e c'è da prendere coscienza che la natura è molto disponibile verso l'uomo, quando venga rispettata. "Il medico cura e la natura guarisce", quindi aiutare l'occhio a contenere lo sforzo, contribuisce al miglioramento della vista. La scienza si dedica alla cura del sintomo, "M.I.R.VI." verso la soluzione olistica.
Se la rieducazione visiva avverrà in sinergia con quella mentale, si otterranno risultati sorprendenti, ed il graduale recupero delle funzioni psicosomatiche perdute.
Vedere vene, ti rende indipendente dalle lenti!
