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La mente
L'uomo, si differenzia dagli animali, per quell’insieme di facoltà mentali riconosciute con il termine intelligenza, ragione, capacità di intendimento, d'opinione. Essendo un essere vivente, si trova costantemente impegnato nelle attività che la vita presenta ed a volte può succedere che questo tran-tran generi problemi che lo costringono a rivolgersi al dottore, allo psicanalista o all'avvocato..., con il desiderio ed il bisogno di ritornare quanto prima alla normalità, allo star bene, al non aver tensioni di alcun tipo.
Non sempre però, tutto questo è sufficiente anche perché, se ci riflettiamo un attimo, l'uomo potenzialmente è "malattia". Possiamo dire, quindi, che non è la mente ad essere disturbata, ma è la mente stessa a disturbare l'uomo. È banale affermare che l’essere umano sia corroso e dilaniato interiormente dalle tensioni: è lui stesso la vera tensione anche se abitualmente ne cerca la causa al di fuori del suo essere. Ipotizzando che la mente sia sana, ne consegue che essa possa ammalarsi e debba quindi essere curata al fine di una "guarigione", di uno "star meglio", di un suo "recupero".
Paradossalmente, alcuni pensatori sostengono che il genio "è malattia" perché il genio è "anormale"; come dire: se la "normalità" umana è salute, il genio è malattia. In effetti, la mente - in sé - può generare la nostra malattia, essendo uno dei "legami" più misteriosi e complessi che abbiamo, dato che congiunge due elementi del tutto contrari e discordanti: la materia e lo spirito.
Cerchiamo ora di chiarire questo concetto. In campo umano, solitamente, si costruisce un ponte su un fiume in cui entrambi le sponde sono tangibili, concrete. In questo parallelismo, la mente rappresenta il ponte tra una sponda materiale (corpo) e l'altra non materiale (spirito o anima), o meglio, tra il visibile ed il non visibile, tra la morte e la non morte, tra il concreto e l'astratto o in qualsiasi altro modo si vogliano chiamare due opposti esistenti in natura. Di conseguenza, si deduce che la mente umana è un "processo", non una "valenza materiale". Ora, "processo" significa tumulto - sommossa, rivolta, crescita... quindi la mente è sempre in movimento, dal passato al futuro e nel presente elabora in continuazione senza conoscere riposo, non di rado, senza conoscere pace né tranquillità.
Dati questi presupposti, l'uomo dovrebbe imparare a conoscere e governare al meglio le sue potenzialità, onde non doverne soffrire e far soffrire. Chi gode della salute della mente, ha maggiori probabilità di godere una qualità visiva e le persone che hanno imparato ad utilizzarla nel modo migliore, possiedono, per così dire, un ampio margine di certezza. Anche nelle occasioni più difficili dove i relativi organi non funzionano bene, la visione sarà sempre all’altezza di svolgere le normali funzioni perché l'occhio ha la tendenza di conformarsi allo stato in cui si trova, offrendo il meglio di sé stesso. L'alterazione delle facoltà visive produce effetti particolari, con stati di tensione e stanchezza.
A volte, tali distinzioni derivano da una carente funzionalità di organi corporei: reni, pancreas, fegato, tonsille, ecc. Altre malattie invece non producono un reale danno agli occhi, ma ne limitano la funzionalità. Una dieta sbagliata (non equilibrata e priva della combinazione tra gli alimenti) o una postura corporea scorretta possono influire negativamente, danneggiando lo stato visivo, ma la maggioranza delle cause che determinano un precario funzionamento della vista è di origine psichica. Il dolore, l'ansia, la rabbia, la paura, l'insonnia... qualsiasi altro stato negativo possono generare un momentaneo o perenne disturbo visivo. Prendendo coscienza delle cause, possiamo riconoscere l'assurdità comportamentale di coloro che pur sapendo, non vogliono reagire e prendere coscienza di un problema peraltro affrontabile.
Va considerato che molto spesso, si utilizzano gli occhiali, esclusivamente per la loro comodità e l'occhio, costretto ad adeguarsi alla protesi imposta (occhiali, lenti a contatto, ecc.), col passare del tempo tenderà a non riuscire più a vedere senza, diventandone dipendente e perdendo la sua originaria acuità. E qui, è proprio il caso di dire che - purtroppo - siamo noi la causa diretta dei nostri guai!

La salute fisica è garanzia di una buona vista.
